Lo scopo dello Scoutismo…

Lo scopo dello Scoutismo…

Lo scopo dello Scoutismo è quello di insegnare ai ragazzi a mettersi al servizio del prossimo e ad essere buoni cittadini.

Proprio con questo obbiettivo abbiamo iniziato a cercare, come Compagnia Giullari, delle attività ed enti sul territorio con i quali collaborare per aiutare, anche in piccolo, la nostra comunità.
Questo spiega il nostro entusiasmo per essere stati contattati dal Grandangolo di Buccinasco per iniziare una nuova collaborazione.
Il Grandangolo è uno spazio diurno, gestito dalla cooperativa Spazio Aperto Servizi, dedicato ad adulti con disabilità e al loro tempo libero. Il centro è aperto tre pomeriggi la settimana, oltre ad un’uscita serale, e si occupa di organizzare attività ricreative e coinvolgenti per tutti coloro che lo frequentano, in modo da coltivare i loro interessi e facilitarne i rapporti con la comunità. Attualmente, nella struttura sono accolti infatti dodici adulti dai ventitré ai cinquanta anni circa e con disabilità e necessità diverse.
Ilaria, la nostra Capo Compagnia, ci ha quindi proposto di comprendere meglio il progetto del Grandangolo intervistando i volontari e le persone che frequentano il Centro.
Il primo passo è stato parlare con Valentina, un’educatrice in servizio ormai da cinque anni, che ci ha accolti spiegandoci qualcosa della struttura: “ Inizialmente il Centro era gestito dal Comune di Buccinasco, poi è passato alla direzione attuale” ci ha spiegato, “Io mi occupo principalmente di contattare altre associazioni e di proporre attività, anche all’aria aperta, nelle quali tutti possano esprimersi e sentirsi partecipi. Ciò che fa funzionare al meglio il centro è la cooperazione tra gli operatori che, senza tirarsi mai indietro, lavorano senza sosta svolgendo un po’ tutte le mansioni a seconda delle necessità.”

Valentina si illumina spiegandoci qual è il messaggio che il Grandangolo vorrebbe trasmettere: “Il nostro obiettivo è quello di far divertire i ragazzi, di renderli sereni in un ambiente protetto.

Noi non vogliamo che la disabilità venga associata alla tristezza e per questo il Grandangolo è pieno di risate.”. Prosegue inoltre spiegandoci come il loro progetto si basi sulla reciproca collaborazione con le famiglie e sulla fiducia, i genitori sono infatti più tranquilli sapendo che i ragazzi sono seguiti in un ambiente sereno e adatto a loro e alle loro esigenze. L’ultima domanda che rivolgiamo a Valentina è “Quale consiglio daresti ad una persona che vorrebbe diventare volontario al Grandangolo?”, lei sorride e risponde “Se dovessi dare un consiglio a chi entra nella struttura per la prima volta, suggerirei di lasciarsi trasportare dalla genuinità dei ragazzi. Di lasciarsi guidare dal cuore.”

Veniamo poi presentati ai frequentatori del Centro, ed in particolare intervistiamo F, F1 (sappiamo che apprezzerà il richiamo alla Formula Uno), S., L. e T.. Ci raccontano cosa fanno durante i pomeriggi insieme ai volontari e scopriamo che le attività più amate sono le lezioni di musica e le passeggiate per Buccinasco, F. ci dice “Ci piace stare fuori quando c’è il sole, sentire l’aria. Soprattutto se stiamo tanto al chiuso durante il giorno”, infatti spesso molti di loro frequentano altri centri diurni essendo così costretti a stare all’interno per molte ore. Invece T. e L. ci raccontano che a loro piace molto fare i lavoretti sotto la guida di Simona (altra educatrice e mente artistica del Centro), mentre F1 è libero di esplorare il suo interesse per le auto intrattenendo gli altri con il suo “TG motori” del martedì pomeriggio, “Io spiego come sono fatte le macchine, le differenze fra i motori e come sono i motori della Formula Uno”.

I ragazzi ci hanno raccontato quanto per loro sia importante venire al Grandangolo e la parola più ricorrente è FAMIGLIA. F. è qui dal 2007 e ci spiega “Ci sono gli alti e ci sono i bassi, proprio come una famiglia. Qui ci confidiamo i nostri pensieri. Se non ci fosse stato questo progetto, non avrei imparato tante cose. A volte ci sono cambiamenti, non sempre ci piacciono, e ci sono belle e brutte giornate, proprio come in una seconda casa con una seconda famiglia.”. Infine, chiediamo ai ragazzi di descrivere il Grandangolo con una parola e loro hanno scelto “felicità!”. Prima di lasciare il centro parliamo con altre due volontarie, Lia e Federica. Federica ha iniziato a fare volontariato al Grandangolo quando aveva quindici anni, ora ne ha diciotto, e le chiediamo cosa vuol dire fare il volontario: “Per fare il volontario ci vuole attitudine, ma anche tanto tempo e il poter garantire una certa continuità. A volte è difficile staccare le due cose, intendo la tua vita fuori e la vita al centro, ma qui i tuoi problemi devono rimanere fuori dalla porta”. Inoltre Lia precisa che chi si improvvisa volontario per risolvere i propri problemi personali è sulla strada sbagliata, “Il volontario non lo fa per se stesso, ma per gli altri. Il servizio ti chiede tanto, anche emotivamente, ma in cambio ti dona altrettanto.”. Lei ha visto i ragazzi crescere, infatti è presente al Centro dal 1994, ci racconta, e aggiunge “e rimarrò fino a quando sarà possibile”.
Dopo una veloce foto di gruppo con anche Simona, Nancy e Danilo, ci salutiamo portandoci dietro una sensazione di benessere e tanto entusiasmo per questa nostra nuova collaborazione.
Un saluto scout

Martina, Ivan e Federico